Madagascar 3 Recensione: 3d circense da fuochi d’artificio!



Eccoli, sono loro… Ancora una volta, ancora loro 4: Alex, Marty, Melman e Gloria. O meglio, stavolta, dovremo dire: un insolito trapezista, una zebra volante, un fantastico funambolo ballerino con partner! Hanno scoperto i pericoli della giungla ed hanno assaporato le magie del circo. Saranno in grado di varcare di nuovo i cancelli dello Zoo di Central Park, senza sentirsi terribilmente “in gabbia”? Eh sì, perché una volta conosciuta la libertà non se ne può più fare a meno!

Il terzo capitolo della saga Madagascar straripa allegria da tutti i pori, è un conturbante tripudio di scintillii e di acrobazie da perderci gli occhi. E’ forse il capitolo più divertente. E’ indubbiamente uno dei film d’animazione nei quali il 3d è stato usato maggiormente con intelligenza sia per stupire sia per risvegliare l’attenzione dello spettatore. E debbo far ricredere chi sosteneva a gran voce come Madagascar fosse un film per un pubblico fanciullesco, esclusivamente infantile. Un messaggio fortemente animalista, un messaggio anti-bracconaggio, una lezione di dignità e di coraggio da parte degli animali ed una lezione a chi gli animali vorrebbe esporli come trofeo, a chi vorrebbe fare loro del male (il tutto incarnato in una villain perfida che ricorda vagamente Crudelia De Mon, protagonista anche di un chiaro riferimento al film Ghost Rider).

Il fine di questa carovana di simpatici animali è sempre lo stesso: tornare a casa. Potrebbero farlo in un treno colorato del circo. Ci saltano sopra e scoprono un mondo che usa gli animali come mezzi d’intrattenimento. Ed anche in quel mondo offrono una grande lezione. Il circo è fatto per far divertire gli animali e non per usare gli animali al fine del divertimento vacuo degli spettatori! Corrobora il tutto una carovana circense davvero variegata e riuscita: dalla tigre diffidente, un tempo star del circo, ritiratasi dopo un brutto incidente, alla felina credulona e dotata, alla foca tonta ma sensibile. Musica, al punto giusto ed oggetti che, vivaci, sfrecciano da un lato all’altro dello schermo e ti sembrerà di acchiapparli; vorrai provare a prenderli, tra una risata e l’altra. Sì, perché non si smette di ridere. Ogni battuta, ogni fotogramma, genera una spontanea e sana risata, dai travestimenti regali delle scimmie all’ironica organizzazione dei Pinguini (se non ci fossero bisognerebbe inventarli).

E poi se persino Scrat ha ceduto alle lusinghe dell’amore, poteva forse non infatuarsi Re Julien? Un amore improbabile vi farà sobbalzare sulla poltrona dalle risate. Un amore nel quale davvero le differenze non contano.

Meravigliose le citazioni romane. Un po’ meno il topos del poliziotto italiano poco sveglio. Non che gli scagnozzi della villain francese siano da meno. Stupendo il riferimento alle scintillanti manifestazioni olimpioniche londinesi, con sullo sfondo il Big Bang.

Finalmente un 3d che merita di essere ammirato. E quando partono le note di Fireworks, si resta rapiti, per minuti e minuti, tra luci, colori, cerchi fluo, scintillii, stelle, acrobazie, meraviglie.

A noi piacciono tanto questi 4 animali, anche e soprattutto quando si muovono. Ma ormai il ritmo è quello di un circo afro!